Week-end di sole (e ombra, per fortuna, altrimenti ci squagliavamo...) a Manziana. Intenso e faticoso ma ricco di soddisfazioni. Al di là delle vendite (molto buone, soprattutto perché si trattava di una fiera di comics), allo stand ho avuto il piacere di conoscere davvero molte persone con le quali discutere di scrittura, fantasy e tanti altri argomenti disparati. Ad aggiungere colore (e animazione) alla piazza dirimpetto allo stand, ci si è messa la finalissima di 'Mezzogiorno in Famiglia', che ha visto Manziana trionfare in diretta tv con gran tripudio della cittadinanza (e anche un po' nostro che facevamo il tifo per chi ci ospitava!).
Il ringraziamento d'obbligo va a chi mi ha sostenuto nella due giorni, in particolare Valentina, Antonella e Silvano. E un saluto a chi è venuto a trovarci domenica, ovvero il collega scrittore Francesco Falconi e una buona fetta del clan Labieni che annoverava tra le sue fila uno degli organizzatori della manifestazione (Carlo, in rappresentanza della 'Scuola Romana dei Fumetti'), nonché il ben noto autore delle copertine e dei disegni di Lothar (ovvero Mario).
Questa primavera è stata fitta d'impegni promozionali per Lothar e per il sottoscritto. La stagione va verso la conclusione e le ferie (vivaddio!) s'avvicinano. Potrei dire che per il momento la finiamo qui, ma rischierei di mentire...
Il prossimo week-end (sabato 13 e domenica 14) sarò presente con uno stand al 'Manziana Comics', il festival di fumetti, disegno, spettacoli, incontri con gli autori e tanto altro ancora che si terrà (mavà...) a Manziana, ameno paese nei pressi del lago di Bracciano, alle porte di Roma.
Se cercate altre informazioni sulla manifestazione fate un salto sul SITO dove troverete tutti i dettagli del programma. L'ingresso alla fiera è libero, se avete voglia di farvi una passeggiata, vi aspetto allo stand per quattro chiacchiere o un saluto. 
Posto un paio di foto della presentazione di sabato a 'Comics Boulevard' e ne approfitto per ringraziare di nuovo sia chi è venuto, sia chi ci ha ospitato. 
Menzione speciale per la cena a seguire: amatriciana, vino & co. nel cuore di Trastevere. Ma di quella, mi spiace, niente foto. 
EDIT: se volete guardarvi qualche foto in più, fate un salto QUI.



Sabato prossimo 6 giugno terrò una nuova presentazione a Roma, a Trastevere.
L'evento sarà ospitato da 'Comics Boulevard', la fumetteria della 'Scuola Romana dei Fumetti', in via Garibaldi 89/a, alle ore 17:00 circa.
Vi aspetto là. 

Eccomi di ritorno dalla presentazione (a più riprese!) tenuta di fronte alla scuola media di Canelli (AT) che, assieme ad altri istituti in tutta Italia, ha partecipato al 'Premio Curcio delle Attività Creative' che fra i testi di riferimento, nell'edizione 2009, annoverava anche 'La Lama del Dolore'.
Cosa dire? Esperienza davvero ricca e intensa. Comincio subito dal ringraziare la prof. Tosti e il resto del corpo docenti che mi hanno accolto con calore (malgrado qualche piccolo incidente di percorso accaduto, per fortuna, a termine degli incontri previsti...). Sono abituato a confrontarmi con platee meno giovani eppure (era accaduto già al Fantasio di Perugia l'anno scorso) sono proprio i lettori in erba (benché alcuni di loro già leggano il quadruplo di me...) quelli che finiscono maggiormente per contagiarti con il loro entusiasmo, nonché a subissarti di domande! Di fatto, la presentazione si è basata quasi esclusivamente su quest'ultime e sugli argomenti che ho cercato di sviluppare attraverso le mie risposte. Prima ho parlato di 'più riprese': dal momento che i ragazzi erano troppi da gestire tutti assieme, sono state organizzate tre presentazioni consecutive per un totale di quasi duecento ragazzi armati di relative curiosità! Alla fine la gola era secca ma, vi assicuro, la soddisfazione ripagava della maratona. Per avere risposto ai loro interrogativi e avere fornito una sponda (e, io spero, un amplificatore) al loro entusiasmo. Le domande non sono state semplicemente tante, in alcuni casi mi hanno sorpreso per profondità e acume in relazione alla giovane età di chi le formulava. Molto appagante, da parte mia, è stato rispondere a una in particolare a proposito di cio' che si prova nello scrivere: ho visto la ragazza che me l'ha posta illuminarsi letteralmente di fronte al mio discorso sull'emozione trasfusa nelle righe, quasi che io stessi dando voce a quello che lei già provava nel buttar giù le prime (le auguro di molte) pagine della sua vita.
Sono andato a Canelli per provare a fornire uno spunto in più a quei ragazzi. Sono tornato a Roma certo di avere ricevuto qualcosa in cambio da loro. Mi hanno ricordato com'ero quando sedevo al loro posto. E come, pur cresciuto, è bene che non smetta mai di essere.



Qualche settimana fa, mi sono divertito a dialogare con Luca Larpi (autore del romanzo fantasy 'Il Libraio di Kolos') attraverso l'incontro immaginario tra due dei nostri personaggi: Lothar Basler e il conte Uriel, un'accoppiata in chiaroscuro, tormentati come sono dai fantasmi del proprio passato. Ne è uscito fuori il brano a quattro mani che riporto qui sotto. L'argomento principale, nemmeno a dirlo, la memoria. Per i curiosi, le parti in corsivo sono opera mia, le altre di Luca.
Buona lettura!
*************
Una notte qualsiasi, sotto un cielo trapunto di luna e di stelle. Una balconata sporge sopra una spiaggia blandita dalle onde. Due uomini affacciati. Loro due soli, e i loro pensieri.
"E' una serata limpida." dice Uriel. "Finalmente".
Lo sguardo di Lothar è perso nei flutti, oltre i velo di fumo che gli sale dalla pipa. "Una serata che placa la mente. E libera i pensieri."
Uriel rimane in silenzio. Attraverso gli occhi socchiusi, osserva la luna disegnare sulle onde una via luminosa che scolorisce all'orizzonte. Per un istante sorride tra se', perso nei ricordi: "Hai notato?" mormora alla fine: "E' sempre piu' difficile trovare un po' di tempo per godersi momenti come questo."
"Sempre più difficile, sì. Eppure," Lothar scocca un'occhiata in tralice al conte, "sei davvero così certo di desiderarne di più frequenti? Spicchi di quiete che lascino fluire la mente? In avanti, indietro..." Lothar torna a scrutare i flutti. "Io non lo so."
Uriel annuisce lentamente. "C'e' del vero in quello che dici." Una pausa, la bocca che si piega in una smorfia amara: "Forse non e' un bene perdersi nei pensieri troppo a lungo. Di sicuro, e' pericoloso indugiare in certi ricordi..." Il conte si morde le labbra: "Il passato e' come uno specchio oscuro." continua, e la sua voce e' quasi un sussurro rabbioso: "Ti costringe a fare i conti con quello che eri e con quello che sei divenuto."
"E' la condanna della memoria." mormora Lothar. "C'è stato un tempo in cui mi sono illuso di poter vivere a prescindere dal passato. Di potergli semplicemente voltare le spalle, di relegarne l'eco in fondo al cuore, come una pulsione sorda cui ci si può abituare. Sopravvivergli, piuttosto che vivere. Finché qualcuno non è giunto a spalancarmi gli occhi, ad assassinare le mie illusioni. Da allora ho capito che non puoi sfuggire a ciò che t'ha reso quel che oggi sei ."
Uriel si gira a guardare Lothar. Il suo viso e' un mosaico di diverse passioni: dolore, rabbia e paura. Forse, disperazione: "Non lo so, amico mio." dice dopo un po': "A volte e' meglio non voltarsi indietro e correre, correre per la strada che e’ stata imboccata finche' si ha fiato." Abbassa il capo, lo sguardo perso nella spuma delle onde: "Sono arrivato ad odiarla, quella strada. Ma continuo ad andare avanti - devo andare avanti, perche' non mi resta altro. Perche' se mi fermassi, anche solo per una breve sosta, sprofonderei nella follia."
"Follia..." un angolo della bocca di Lothar si arriccia, in una smorfia che assomiglia a un mezzo sorriso. "Sarebbe una facile scappatoia. Ma se non sei impazzito finora, allora temo che gli dèi abbiano deciso d'accordarti ancora meno clemenza della poca che credi. Conosco il castigo d'una mente salda, capace di preservare intatti i ricordi e le emozioni malgrado il subisso dei travagli," la voce di Lothar si smorza in un sussurro, "le rendo conto ogni maledetto giorno che trascorro in questo mondo." Si volta verso Uriel, per la prima vera volta da quando si sono affacciati sulla spiaggia. "Dimmi, conte, " la voce è piatta, ma i suoi occhi verdi paiono ardere d'una muta supplica, "credi davvero che esista uno spiraglio in fondo alla tua strada, o la tua corsa s'è ridotta a mera inerzia priva di speranza?"
Uriel chiude gli occhi e sospira. Fa per aprire la bocca, esita un momento, poi scuote il capo e inizia: "Da quando mia moglie e' scomparsa, sono sprofondato nelle tenebre.” Le parole escono a fatica, come se fossero troppo dure da pronunciare: “La Luce che ho servito per anni e' venuta meno, soffocata dall'orrore che provavo per me stesso e per quello che avevo fatto." Il conte riapre gli occhi, e sono occhi lucidi quelli che incrociano lo sguardo di Lothar: "Da allora ho iniziato a corteggiare la morte. Lunghi anni al servizio del mio Re, affrontando pericoli innominabili in notti senza luna." Sorride beffardo, prima di continuare: "La gente mi crede un eroe, come lo era mio padre. Ma non e' vero. Sono solo un vile, in fuga ormai da troppo tempo."
"Ho conosciuto un uomo che non la smetteva mai di sperare." Lothar torna a mormorare al mare attraverso il fumo della pipa. "Aveva visto il suo migliore amico massacrato da una creatura oscena, s'era costretto ad abbandonare una moglie e un figlio non ancora nato senza nemmeno riuscire a darsi una spiegazione. Era un esule, della sua patria e di una giovinezza tradita. Ma continuava sempre a mettere un passo avanti all'altro. E non per inerzia, no. Lui in quella luce in fondo alla via ci credeva davvero." Lothar si scuote all'improvviso dall'indolenza. Uno scatto brusco, fulmineo. Sguaina la spada che porta al fianco. La lama, d'improvviso esposta al bacio della luna, è cupa. Un artiglio sottile e ricurvo, fessurato di rune arcane. "Questa è Shaka Ni Mha, la Lama delle Ombre. E' l'origine di ogni mia sofferenza. A causa sua ho perduto mia moglie e il sogno d'una esistenza felice. A causa sua m'è stato impedito di provare a dimenticare. A causa sua sono stato costretto a tornare indietro sulle tracce di una vendetta obbligata." I suoi occhi si stringono, per un attimo le ombre attorno alla lama paiono trascolorare al lucore emanato dalle rune. Ma è solo un momento, subito l'acciaio torna oscuro. "Eppure quell'uomo che non la smetteva mai di sperare, camminando al mio fianco, m'ha convinto che un barlume esiste sempre, purché non ci ostiniamo a negarlo. M'ha convinto lui e m'hanno convinto altri. Che luce esiste persino nella tenebra più fitta. E che il mio cuore batte anche se io lo credo inerte."
"Ma puo' bastare l'esempio di qualcun altro a convincere a sperare?" Un’esclamazione amara, sfuggita dalle labbra del conte prima che potesse soffocarla: "Certo, un amico puo' darti una parola di conforto, puo' scuoterti, puo' aiutarti a camminare. Ma nessuno puo' sostituirsi al tuo dolore, nessuno." La voce ora e' ferma, sicura. Uriel non nasconde i suoi pensieri con belle frasi, questa notte: "Quando le ombre si fanno piu' fitte, quando il cuore ti sanguina al punto da volertelo strappare dal petto, non bastano esempi o buone compagnie. Sei solo, solo con te stesso. E in quei momenti, o sei tu ad intuire un senso, una luce, qualcosa che ti faccia andare avanti, oppure la caduta nel baratro e' inevitabile." Abbassa la testa e sussurra tra se': "E' una prova terribile. E io non sono sicuro di averla superata."
Lothar si volta a guardarlo. Tiene la pipa in mano, le ultime briciole di tabacco ormai spente nel fornello. "Forse l'errore sta nel porsi la domanda. Superata o no? Forse la verità è nella voce che ancora sei in grado di soffiare fra le labbra, non nel significato della risposta." Indica l'orizzonte con la pipa. Sulla spianata increspata del mare, stelle e luna sbiadiscono al primo vagito d'autora. "Siamo vivi, io e te, nella carne e nello spirito. Lo siamo stanotte, ché proviamo ancora dolore e nostalgia nel perdere lo sguardo tra le onde. E lo saremo domani, sotto al sole del nuovo giorno. Saremo vivi e saremo i nostri ricordi. Belli e brutti, felici e strazianti. Sono loro a renderci ciò che siamo. E a loro dobbiamo l'impegno ad andare avanti. A loro dobbiamo lo sforzo di continuare a sperare."
Sono interrotti da un improvviso cinguettio. Allegro, argentino, sembra la risata di un essere fatato. Uriel si ferma per un istante ad ascoltare, poi si scuote, passandosi una mano su gli occhi: "Forse hai ragione. In fondo, se sono ancora vivo e' perche' non riesco a dimenticare la bellezza che ho visto in questa misera esistenza. Gli occhi di mia moglie. La voce di pochi cari amici. Il riso di un bambino tra le braccia della madre..." Le parole si spengono sulle labbra, e il conte tace. La sua figura si staglia immobile e nera sul manto della notte, come una silenziosa statua in attesa del mattino.
La notte qualsiasi recede incalzata dall'albore del giorno novello. Sfiora le onde, la spiaggia, la balconata. Sfiora i due uomini, i loro cuori forse appena più leggeri. Due uomini affacciati.
Loro due soli, e i loro pensieri.
Fino al 2 giugno, sia 'La Lama del Dolore' che 'Il Sangue della Terra' sono in offerta su IBS al 20% di sconto. Visto che i soldi non li ruba nessuno (ok, d'accordo, non è sempre vero, diciamo che confido nell'onestà di chi frequenta questo blog...
), ho pensato di renderlo noto a chi fosse interessato.
Il link diretto lo trovate QUI.
Io amo il fantasy. Da lettore e da scrittore. Eppure, quando scrivo, non è il fantasy il polo su cui convergono i vettori del mio sforzo narrativo.
Scelgo di scrivere fantasy perché m'appassiona un certo genere di ambientazione. Scelgo di scrivere fantasy perché lo ritengo una magnifica cassa di risonanza per cio' cui realmente miro: emozioni e sentimenti capaci di dare vita ai miei personaggi.
Ecco cos'è il fantasy per me quando intraprendo il sentiero di un romanzo. Fin dal prologo, giù verso l'epilogo. E' la tavolozza cui m'appello per dipingere uno sfondo che garantisca il giusto contrasto agli attori che scelgo di dirigere sul palco. Ma l'anima di quel che scrivo non aleggia semplicemente per le contrade immaginifiche su cui chiamo il lettore ad aprire la finestra. L'anima è nei protagonisti e in quel che vivono, in quel che provano.
Spendo molto tempo, non fraintendetemi, per tessere con coerenza e devozione la storia e l'ambientazione che l'accoglie. Apprezzo gli autori in grado di trasportarmi con le parole in mondi tanto remoti eppure così veri e pulsanti. Ma a chi mi chiede di cosa tratta, in estrema sintesi, la 'Trilogia di Lothar Basler', io rispondo senza esitazione che racconta una storia di vendetta, e dell'odio e dell'amore, della sofferenza e della passione di chi si trova a viverla. A chi mi chiede di cosa tratta il romanzo che sto scrivendo attualmente, io rispondo della memoria, di cio' che ancora è, di cio' che è perduto, del prezzo che paghiamo a rivolgerci indietro per trovare la forza di muovere avanti.
Dov'è il fantasy qui? Perché non rispondo di prodigi arcani e demoni immondi, di avventura e duelli e battaglie? In fondo c'è tutto questo, e molto di più. Ma è sovrastruttura, cassa di risonanza (ho detto), campitura alle spalle del proscenio. Potreste cambiare il contesto, porre grattaceli invece di castelli, o magari astronavi o un cielo astratto di puro colore. L'anima non muterebbe, né il mio impegno a trasfonderla nella magnifica speranza di sintonizzarmi con chi leggerà le mie parole sulla sponda opposta delle pagine.
Forse tutto questo motiva lo scarso interesse che finora ho nutrito nei confronti delle classificazioni di sotto-genere dei miei lavori. Lascio a chi legge (e a chi vuole commerciare, che spesso la cosa si riduce a quello) l'onere di definire la casella adatta ad alloggiarmi.
Io continuo a scrivere di vendetta, passione, memoria e di quanto rende questo mondo lo splendido mosaico delle emozioni di noi che lo viviamo, con le sue luci e le sue ombre, senza smettere di sognare quel lettore, fosse anche uno solo, capace di sintonizzarsi, in un altro luogo e in un altro tempo, su quel che provo a riempire una pagina di parole.
Oggi è stata pubblicata una mia nuova intervista per i tipi di "House of Books", e la trovate andando QUI. Mi sorprendo per l'ennesima volta di come ciascuna intervista possa fornire sia domande nuove che nuovi spunti per le mie risposte, persino riguardo agli argomenti che ho già eviscerato altrove. Nice! 
In concomitanza con l'intervista, "House of Books" ha anche indetto un concorso per vincere una copia de 'La Lama del Dolore' corredata di dedica da parte del sottoscritto. Si tratta di una serie di dieci domande a risposta chiusa, cui si puo' rispondere leggiucchiando qua e là tra questo blog, il sito di Lothar Basler e la rete in genere (o, perché no, azzardando a caso
). Trovate tutti i riferimenti per partecipare al concorso cliccando QUA.
Buona fortuna!